prezioso come un ricamo antico.

quando prendo in mano questo libro è come lenzuolo, di quelli che hanno i ricami ai lati.

quelli che le nonne e le mamme delle nonne lasciando in dote alle nipoti.

 

inizialmente pensavo che non sarei stata capace di parlarne.

perchè in fondo è un libro che non va raccontato, quando lo si apre tutto arriva in modo silenzioso e forte.

e poi perchè mi piace così tanto che non mi vengono le parole.

però voglio provarci a farle uscire.

 

“Un giorno, senza un perchè” è un albo illustrato da Monica Barengo e scritto da Davide Calì ed è edito da Kite edizioni.

non so da dove iniziare.

forse dalla storia, quella del signor I.,un uomo dagli occhi dolci e sognanti al quale una mattina, senza un perchè, spuntano le ali.

il signor I.consulta varie persone sul perchè di queste ali:il dottore, la madre(che le dice che “in famiglia nessuno aveva mai avuto le ali.forse un lontano cugino le aveva avute, ma da piccolo.), la vicina di casa, il custode; nessuno riesce a dargli una spiegazione, il capo ufficio addirittura gli dice di toglierle perchè non si addicono al lavoro.

poi l’uomo saggio dice che tutte le cose hanno un perchè, ma in questo caso non sa quale.

 

poi.

un giorno senza un perchè 5

poi il signor I.incontra una ragazza.una ragazza con le ali.

“eccoti finalmente.ti ho cercato tanto.”

un giorno senza un perchè 6

 

le illustrazioni di Monica Barengo(che è l’illustratrice del mio cuore, nel senso che riesce a tradurre le parole del mio cuore)sono dei ricami preziosi su un lenzuolo prezioso.

i colori sono autunnali, romantici, sanno di carta antica.

tutto, l’abbigliamento e le pettinature dei personaggi, le persone incontrate dal signor I.(mestieri che non esistono quasi più: il custode, l’uomo del negozio di cravatte), gli oggetti(come il telefono!), i luoghi fanno entrare in un’epoca passata.io, per esempio, respiro gli anni cinquanta.

 

ho un segreto.

credo che sia il libro sull’Amore più bello che ci sia.

perchè parla della speranza(quella che il signor I., anche se scoraggiato, non abbandona mai).

perchè parla del destino, che c’è, e le sue risposte arrivano forti se ci si lascia guidare dal cuore.

perchè parla di pazienza e resistenza.

perchè parla di due ali che possono sembrare due cose strane a tutto il mondo, ma sono il prolungamento della nostra anima, e ad un certo punto spuantano per cercare l’anima di qualcun’altro.

“Un giorno, senza un perchè”è un albo che mi sento di suggerire veramente a tutti, grandi e piccoli( dai tre anni in su) perchè fa bene al Cuore,

la canzone di questa storia, per me è “estate” di bruno martino

un giorno senza un perchè 7

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re Valdo e il drago!

Avevo iniziato a scrivere qualcosa di questo libro ieri, su un taccuino.

Poi stamattina, seduta al tavolo di una caffetteria, ispirata dalla dolcezza con la quale il sole ha deciso di scansare  la nebbia ( insolita per roma)l’ho riletto di nuovo. Ecco. Bisognerebbe sempre seguire i suggerimenti del sole, delle nuvole e degli alberi.

rileggendo, mi sono arrivate le sensazioni di quando, bambina, mi bastavano un bastone, una bicicletta più grande di me e un valigia di cuoio trovata nella cantina di nonno Nicolino per entrare in una storia fatta di principesse e principi.

“Re Valdo e il Drago”, scritto da Peter Bently ed illustrato da Helen Oxenbury ( che ha illustrato anche il mio amato ” a caccia dell’orso “!) edito da Il castoro, parla proprio di tre bambini che decidono di costruire un castello e di sfidare draghi e mostri per proteggere il re Valdo(che è uno dei bambini).

dopo aver realizzato il castello con uno scatolone di cartone e un lenzuolo, i tre affrontano le bestie del bosco!

re valdo libro blog 1

re valdo libro blog 2poco dopo però, due dei prodi cavalieri vengono presi in braccio da dei giganti(i genitori!) e il re Valdo resta da solo.

dopo vari rumori(la rana, un gufetto)il coraggio di re Valdo inizia a tentennare, fino a quando, di fronte al suo castello di carta, appare la Cosa!

l’avventura del re termina con un bell’abbraccio della mamma e il papà(la cosa appunto!) che in un attimo spazzano via la paura.

 

sono talmente tanti gli aspetti che amo di questo libro che ho bisogno di elencarli:

  • il richiamo ai giochi fatti con poco: lo scatolone diventa un castello,un bastone e un tovagliolo diventano una bandiera, i rami raccolti per terra spade degne di un cavaliere!

mi sono venuti in mente i racconti della mia mamma, che spesso mi parla di quando,          i giochi si inventavano e si costruivano trasformando delle cose in altro.

  • il filo che lega le pagine: l’immaginazione dei bambini, che potere ha!
  • le illustrazioni, non so come definirle ma sapete quando un disegno lo sentite vostro?ecco.
  • quello che è arrivato a me come mamma. spesso a noi genitori capita di andare così di    fretta da non vedere un castello, ma semplicemente un vecchio scatolone. di essere così presi dalle faccende quotidiane da non riuscire a capire un’emozione legata al gioco.l’abbraccio con la mamma alla fine della storia, infatti, è la quarta  cosa che mi piace di più del libro.è bello vedere come il “gigante”accolga la paura del piccolo re, la sua eccitazione legata all’avventura appena vissuta.

re valdo libro blog 8

 

in fondo, è capitato anche a noi, almeno una volta, di aver fatto una barca coi fogli di giornale, di aver raccolto i legnetti per costruire una capanna.di aver giocato a fare i pescivendoli al mercato vendendo le mollette dei panni alla propria mamma.

a volte,il segreto, è semplicemente ricordarci come eravamo.

leo e natura valdo

libro adatto ai bimbi dai due anni e mezzo in su.

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come dietro ad una finestra.

ho sempre creduto che il mese nel quale ognuno di noi nasce non sia casuale.

da qualche parte, è scritto che quella persona nascerà in un caldissimo pomeriggio di agosto e quell’altra in una rossa mattina d’autunno.

da qualche parte c’è scritto che quelle persone saranno segnate da questa scelta.

quando ero piccola pensavo che ogni mese fosse un personaggio, con i suoi colori, la sua indole, i suoi difetti ma anche le sue caratteristiche belle.

aprile, per esempio, era magro, elegante e buffo.

agosto era un signore con la pancia grossa sempre sudato ma sorridente.

maggio una signora che profumava di rosa, ma era un pò snob.

di gennaio pensavo fosse un ragazzo che viveva nei boschi, scorbutico e dolce.

 

quei personaggi popolano ancora la mia mente ma, negli anni, tramite l’esperienza, si sono aggiunte altre sensazioni, altri colori, profumi, storie.

per esempio gennaio, che è il mio mese, è sempre stato bianco.da un pò di tempo però si è aggiunto anche il verde delle foglie pulite dalla neve e il grigio del fumo dei camini.

ieri ho comprato un libro che sento molto mio, che per me sa proprio di gennaio.

“nel Bianco”, scritto da Vivian Lemarque, illustrato da Sonia Maria Luce Possentini ed edito da laMargherita.

testo e illustrazioni si uniscono in modo armonico a tal punto che ti sembra di entrare nel libro, di sentire il suono della neve, di essere accarezzato dal suo potente pallore.

i testi, brevi e quasi musicali(“scende scende/ mamma neve/ dove? dove ?) si inseriscono in modo discreto nelle eteree e stupende illustrazioni(alcune sembrano delle fotografie).

nel bianco blog 5

si ha la sensazione di essere di fronte a qualcosa di maestoso, di far parte di un gioco della natura buffo e impalpabile( gli animali sembra che giochino a nascondersi, ma forse è solo l’effetto della neve).

nel bianco blog 4

“Nel bianco “è un albo illustrato che ti fa entrare in un momento.

che ti fa sentire come dietro ad una finestra a guardare la neve che cade, o dietro un albero a sbirciare gli animali che si dissolvono nel bianco.

nel bianco blog 1

adatto ai bimbi dai tre anni in su, e non solo ai nati nel mese di gennaio.

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la musica di questo libro per me è philip glass, movement 2.

 

non sei il pezzettino di nessuno,tu.

“il suo nome era Pezzettino.tutti i suoi amici erano grandi e coraggiosi e facevano cose meravigliose.lui invece era piccolo e di sicuro era un pezzetto di qualcuno, pensava, un pezzetto mancante.molto spesso si chiedeva di chi fosse il pezzettino, e un bel giorno decise di scoprirlo”.

quasi tutti, prima o poi, ci siamo sentiti come pezzettino.

troppo piccoli.

troppo lenti.

troppo veloci.

troppo sognanti.

troppo grandi.

troppo saggi.

e quando ci si sente così, inizia una ricerca del pezzo mancante per poi capire che.

 

ricordo che da piccola già amavo le storie.

le inventavo, le disegnavo, le ideavo e poi le mettevo in scena, quando stavo da sola, quando in sala non c’era nessuno.

mia madre mi ha sempre trasmesso la bellezza dell’invenzione, anche con poco.

e, lo ammetto, a volte la mia immaginazione si scontrava con una realtà meno gentile e colorata, anche con i miei compagni.

Pezzettino è un quadrato piccolo che, sentendosi diverso da tutti i personaggi che incontra (quello-che-Nuota , quello-Saggio, quello-che-Vola ecc.), inizia un viaggio alla ricerca del personaggio del quale potrebbe far parte.

dopo aver chiesto a tutti, Pezzettino incontra quello-Saggio:

“per caso, sono un tuo pezzetto?”domandò.

“credi che potrei essere così saggio se mi mancasse un pezzetto?”

“ma io devo essere di qualcuno!”gridò Pezzettino.

“come faccio a scoprirlo?”

“vai all’isola Chi-Sono?”,

rispose Quello-Saggio.

dopo un viaggio burrascoso Pezzettino arriva all’isola Chi-Sono.e quando sta per camminare su una montagna, cade e si rompe in tanti piccoli pezzettini.

Pezzettino si ricompone e torna dai suoi amici, gridando di gioia per aver capito che anche lui è fatto di pezzettini e che  lui è lui !

 

ammetto che quando sto con leo e sento il suo forte amore per la natura, a volte mi chiedo cosa accadrà quando magari i suoi amichetti un giorno vorranno andare al bar e invece lui preferirà una passeggiata in montagna.

leo e le pozzanghere blog

perchè potrebbe accadere.

credo che non farò niente, credo che continuerò ad ascoltare i suoi colori senza entrare, e credo mi ricorderò di quando camminavo sul muretto del parco pensando di essere sospesa nel cielo.

leo e la natura per il blog

 

il libro che parla di pezzettino è “Pezzettino”di Leo Lionni, edito da Babalibri.(le fotografie inserite nell’articolo si riferiscono alla versione più piccola ); è adatto, secondo me ai bimbi dai 3 anni in su, ma anche molto ai grandi.

la musica che mi fa pensare a questa storia è la Grande Cascade di René Aubry

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innamorata dell’innamorato.

ho scoperto questo libro durante un trasloco (stavo per andare a vivere nel mio  amato monolocale di pochi metri quadri, a pietralata, un quartiere di roma).

dicono che le case parlano di noi, ed è verissimo.

in quel periodo avevo voglia di pareti bianche e mobili rosa confetto.

però, questo libro.

insomma, questo libro mi è piaciuto così tanto che ho fatto stampare una delle sue illustrazioni, e l’ho appesa alla parete della stanza in cui dormivo.

“non dovrei dirtelo, forse.ma me la sono stampata anche per casa mia, mi disse la signora della fotocopisteria”.

eh lo so, le illustrazioni di Rébecca Dautremer fanno quest’effetto.

Sfogliare “L’innamorato”di Rébecca Dautremer, edito da Rizzoli, è come entrare in un piccolo cuore.

racconta la storia di un primo amore nato tra i banchi di scuola.

salomè si accorge che ernest, un suo amichetto, le fa i dispetti.

la mamma, alla quale la bimba si rivolge, le dice che è un modo di comunicare e che forse ernest è innamorato.

e così salomè e i suoi amici di scuola iniziano a fantasticare su cosa significhi essere innamorati.

 

abel sapeva che un innamorato è uno che perde la testa.

“gli innamorati stanno dentro le fiabe!”disse etienne.

“uno che è innamorato ha come un fuoco dentro!”.

“e brucia?”

“come un lampo!”

“insomma è un temporale!”

la narrazione e i disegni riportano a luoghi antichi, a musiche buffe, a poesie accompagnate dal suono della fisarmonica.

il libro entra in punta di piedi nell’immaginario dei bambini e mostra tutte le domande, i dubbi, i disegni che i piccoli, ad una certa età, iniziano a farsi sull’Amore.

“l’innamorato” è un albo che consiglio non solo ai bimbi( secondo me dai 4 anni in su)ma anche, e tanto, ai bambini grandi(fino ai 99 anni).

perchè alla fine di tutte quelle domande non c’è una risposta unica.

ci sono tante mezze risposte vere.

e cioè che quando si è innamorati a volte si fanno i dispetti.

e si è un pò pazzi.

e si ha il temporale addosso o il fuoco dentro.

che bisogna baciarsi e darsi la mano.

che è roba da femmine.

che è roba da maschi.

e che “essere innamorati è come sognare”, dice thomas(quello piccolo).

“si vola in cielo!””con tanti e fiori..”

“e si va.pfffffffff!”

la musica di questo libro per me é la valse d’Amélie, di Yann Tiersen .

l'innamorato 8
l’illustrazione che ho fatto stampare per casa mia.

 

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a caccia dell’orso andiam e paura non abbiam!

Quando ho sfogliato questo libro la prima volta, non ho sentito quella “cosa” di cui parlano tutti.

“A Caccia all’orso “di Michael Rosen e Helen Oxenbury, edito da Mondadori viene considerato un classico della letteratura di infanzia.sarà che quando l’ho letto mi è sembrata sì un’avventura entusiasmante(una famiglia decide di andare a caccia dell’orso), ma niente di più.

Poi un pomeriggio io e Leo ci siamo messi sul lettone ed io, un pò per gioco, ho aperto davanti a lui il libro(viene consigliato dai tre anni in su ma quando si parla di libri amo osare, e spesso ho avuto delle belle sorprese !). “Guarda Leo! Guarda quanti alberi, quante montagne! Il vento fa fiuuuu fiuuuu!”. Nulla.Leo non alzava lo sguardo. Osservava i personaggi che si stringevano tra loro.

“Mamma gadda! Bimbo gande bimbo piccolo smack smack!”

a caccia dell'orso  7

Cavolo. Ma allora.

Mi sono avvicinata a lui, ed ho aspettato che mi accompagnasse alla scoperta del libro. Giravamo le pagine e ogni volta la sua attenzione era presa dal papà che portava sulle spalle il figlio piccolo, dalla sorella grande che aiutava quella piccola a camminare, dagli abbracci, dalla mani che si stringevano.

ma allora.allora è tutto qui, nell’unione. un’unione che fa sentire più forti.

così forti da superare la neve, le tempeste, i torrenti ed anche un orso spaventoso!

e quando l’orso si incontra, si torna a casa tutti insieme, si chiude bene la porta per non farlo entrare, e ci si ficca stretti stretti sotto le coperte del lettone!

 

la forza del libro sta anche nell’andamento del racconto.

alle pagine colorate che illustrano i paesaggi attraversati dalla famiglia, si alternano disegni in bianco e nero che sono una sorta di pausa : non solo dei colori ma anche di pensiero (viene ricordato quanto lo stare uniti faccia passare la paura).

e poi il filo conduttore della narrazione è anche il divertimento, conferito non solo dall’avventura, ma anche dai suoni della natura (il vento fa fiuuu fiuuu!)con i quali si può giocare molto durante la lettura.

insomma, un libro che è arrivato in punta di piedi e che invece ora sfoglio e risfoglio, perchè ogni tanto ho bisogno di ricordarmi che con l’amore, con la vicinanza e l’unione, anche l’orso più spaventoso non fa paura.

 

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