anche una sciarpa può raccontare una storia.

non l’avrei mai detto ma mi piace cucire.

o comunque provarci.

quando ero piccola ricordo che mia madre mi chiamava, ogni tanto, quando riparava qualche tasca, qualche buco dei calzini.

io mi mettevo vicino a lei, e ammiravo quel trenino di filo che faceva nascere sulle stoffe.

ma mi dicevo che mai avrei cucito.

in realtà questa convinzione è rimasta intatta dentro di me fino a qualche settimana fa.

cucito  7

poi è nata una bimba speciale.

voglio regalarle qualcosa che le possa raccontare una storia, ma in modo morbido, ho pensato.

e così, senza valutare il fatto che io non so cucire, ho iniziato ad infilare l’ago.

e a fare trenini di filo.

volevo che le piccole mani della bimba sentissero una  piccola storia, e che addirittura la creassero loro.

e così è nato lui, il mio primo silent book di pannolenci.

libro per malika

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cucire mi piace tanto.

perchè si sente tutta la magia del dare vita a qualcosa dal nulla.

perchè si costruisce qualcosa.

e poi perchè bisogna stare fermi, dimenticare tutto il resto, e, se si sbaglia, rifare dall’inizio.

è un pò una scuola di concentrazione e pazienza.

perchè anche una sciapra può raccontare una storia.

perchè leonardo ama tagliare con le forbici, quindi a volte ci mettiamo al tavolo.lui taglia, io cucio e ci divertiamo.

e poi(lo so, a volte sono esagerata con questa storia degli elenchi, ma così riesco a dirle meglio le cose) i luoghi e le persone legati al cucito hanno sempre qualcosa di fiabesco.

come il vecchietto che ha la merceria sulla tiburtina.

avrà più di ottantanni.

basso, occhi scavati e neri come due mirtilli.

la sciarpa scozzese al collo.

qualche parole in americano tra una frase e l’altra.

ha lavorato per anni negli stati uniti da giovane.

la sua merceria nasconde qualcosa di magico, me lo sento.

già capire qual’è l’entrata è un pò un mistero.

scruta ogni cliente che entra, come se potesse minare il suo tesoro nascosto chissà dove.

e poi ha delle forbici grandi e vecchie, ed un metro di legno così consumato che sembra di biscotto.

mi piace comprare le cose da lui, perchè sono le cose che si usavano una volta.

cose buone, che sanno davvero di stoffa e di vecchie scatole di latta.

 

cucire mi piace.

perchè  leo voleva una nuvola.

e io gliel’ho data.

cucito 6

 

 

grazie a Chiara, che mi ha fatto scoprire la merceria magica.

grazie ad Arianna, la mia dolce compagna di avventure sartoriali e non solo(ha un blog bellissimo!) che mi ha fatto la foto davanti al negozio.

e grazie a Marisa, che mi ha fatto conoscere i trenini di filo, e forse, quando mi chiedeva di mettermi accanto a lei, ha fatto entrare in modo silenzioso questo piccolo amore.

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