una musica può fare.

oggi dalla valigia tiro fuori una musica forte.
ma anche dolce.
quella di Hilde Di Pietro musicista, insegnante di musica e musicoterapeuta.
che ha il rock dentro, ma anche quella cosa che non si può spiegare e che fa entrare in connsessione l’arte e i bambini.

Io : Hilde, come ho scritto, tu lavori con i bambini .
Conduci corsi di musica e percorsi di musicoterapia.Parlaci del tuo lavoro.
Hilde : Attualmente mi occupo di laboratori di propedeutica musicale rivolti a bambini dai 6 mesi ai 6 anni sia negli asili nido che nelle scuole materne, mentre per quanto riguarda le attività pomeridiane svolgo dei laboratori di propedeutica musicale rivolti ai bambini dai 6 mesi ai 5 anni ma che prevedono la partecipazione attiva di chi accompagna i bambini. Il corso musicale è un momento di incontro e divertimento tra famiglia e bimbi, concepito allo scopo di arricchire con la musica il proprio patrimonio espressivo e attraverso il coinvolgimento a migliorare la capacità di socializzazione.
Inoltre, continuo a svolgere attività di musicoterapia e handicap musica in gravidanza. Per quanto riguarda la musicoterapia e handicap, molte esperienze musicali diverse, possono essere strutturate per aiutare le persone con ritardo mentale e/o handicap fisici, a raggiungere degli obiettivi non musicali come rinforzo per ottenere o mantenere uno specifico comportamento o per stimolare la produzione e lo sviluppo di competenze e comportamenti di tipo sociale, motorio, percettivo e cognitivo. Mentre Il progetto “Musica in gravidanza” è un laboratorio ludico-musicale mirato a stimolare, attraverso il gioco, la musicalità e la creatività della futura mamma, per favorire, sin dalla gravidanza, una comunicazione efficace madre-bambino. Attraverso esercizi vocali, sequenze ritmiche e melodiche, ninne nanne, tecniche di rilassamento e di espressione corporea si stimolano l’espressività e la fiducia in se stesse, imparando a comunicare con il bambino in modo rilassato e lontano da tensioni.

Io : i tuoi corsi sono rivolti a bambini di età comprese tra i 6 mesi e i 6 anni.
A sei mesi un bimbo come interagisce con la musica ? Che attività proponi?

Hilde : Come accennavo prima i laboratori pomeridiani prevedono la partecipazione attiva di chi accompagna il bambino, la musica diventa un mezzo di comunicazione tra bambino e familiare in quanto, già dai 6 mesi reagisce ai suoni. Le attività svolte sono semplici filastrocche, canzoni, semplici ritmi che aiutano a percepire meglio il proprio corpo nello spazio, a coordinare meglio i suoi movimenti,ad ascoltare e pronunciare le sue prime parole e a migliorare la sua memoria.

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Io : ho frequentato insieme a mio figlio il tuo corso.
Una delle cose più belle e’ stato relazionarmi a lui in un modo esclusivo , lasciando fuori tutto il resto (telefono, lavoro ecc.) ..

Hilde : Esattamente!!! L’unica cosa che chiedo ai partecipanti e di viversi a pieno questi 45 minuti lasciando il telefono e pensieri fuori dalla stanza, e di giocare con me.. All’inizio può succedere di provare un forte imbarazzo, mi rendo conto che non sia per nulla semplice svuotare la testa e tornare ad essere bambini, ma la parte ludica è fondamentale per la buona riuscita delle attività.

Io : e’ fondamentale , a mio avviso, per chi insegna ai bambini musica o qualsiasi altra arte, una preparazione adeguata.non basta essere competenti in un campo ma bisogna entrare in empatia, comprendere chi si ha di fronte, avere pazienza.che ne pensi?

Hilde : Per quanto riguarda la mia professione, e’fondamentale aggiornarsi continuamente, essendo un campo in continua evoluzione, ma oltre alle competenze professionali, è necessario entrare in empatia con ogni partecipante e con il gruppo. Ogni incontro, ogni gruppo, trasmettono sensazioni ed emozioni differenti. L’empatia è la capacità di percepire le persone e l’ambiente circostante dal punto di vista dell’altro, è importante la conoscenza e il controllo delle proprie emozioni, nonché il riconoscimento di quelle altrui, soprattutto con chi è a contatto costantemente con i bambini, lì dove la comunicazione avviene principalmente tramite segnali non verbali, come lo sguardo o il tono di voce e nel caso specifico delle attività musicale tramite la musica.
Io: “una musica può fare”canta un cantautore da entrambe amato ( max gazzè!).davvero l’ arte è così potente? al tuo corso si ascolta anche musica contemporanea ( bossanova, rock..).quindi , non fa bene solo Mozart?!

Hilde : Il cosiddetto “effetto Mozart” fu reso noto nel 1993, un’ equipe di medici e neurobiologi americana sosteneva che facendo ascoltare agli studenti 10 minuti di Sonata, i soggetti dimostravano un miglioramento nelle capacità di ragionamento spazio temporali.
Nel corso degli anni gli studi proseguirono e numerosi scienziati dimostrarono che in realtà ascoltare musica, in particolare musica piacevole come quella di Mozart, fa aumentare il livello di dopamina (un neurotrasmettitore che solleva il tono dell’umore) nel cervello, fattore che molto probabilmente migliora le prestazioni cognitive, ma tutto ciò avviene ascoltando qualunque tipo di musica da Mozart ai Beatles, al folk, al Blues, insomma tutto ciò che emoziona. Durante i laboratori che svolgo con i bambini capita spesso di ascoltare oltre ai brani scritti appositamente per la prima infanzia, brani di musica contemporanea come rock, blues, bossanova e folk!

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Io : chi o cosa ispira il tuo lavoro?

Hilde : Mia madre racconta sempre che in sala parto quando sono nata c’era una musica bellissima e che l’unico modo per farmi addormentare fino ai 3 anni era accendermi la radio. Non sono mai stata una grande musicista ma ho sempre adorato farmi accompagnare dalle note. Ho studiato Musicoterapia Evolutiva presso la scuola di Biomusica di Roma e seguito corsi relativi alla propedeutica musicale, l’ispirazione è presa in parte dagli insegnanti e dalle persone che mi hanno accompagnato durante questo percorso formativo, ma dall’altro canto dai bambini e dalle famiglie con cui quotidianamente mi confronto, ogni giorno è una continua scoperta e crescita formativa.

Io : che consigli dai ai giovani che vogliono insegnare un’ arte ai bambini?o comunque lavorare con i bambini attraverso l’arte?

Hilde : Non credo di essere in grado di dare consigli, ma posso affermare che stare a contatto con i bambini e respirare arte insieme a loro è sicuramente un lavoro per cui valga la pena lottare e resistere. Le difficoltà lavorative sono molteplici, dall’aspetto economico a quello dello stress emotivo, dal sapersi mettersi in discussione quotidianamente, ma tutto ciò è ripagato dall’affetto, dai progressi che i bambini e i loro familiari fanno passo dopo passo, giorno dopo giorno. E’fondamentale inoltre rispolverare il proprio “io bambino” nella propria giocosità, e rispettare i tempi e le emozioni di ogni partecipante, non tutti sono pronti a mettersi inizialmente in discussione, ma con pazienza ed empatia si possono ottenere numerosi risultati.

Concludo citando una delle mie artiste preferite Ani Difranco:
“art is why I get up in the morning but my definition ends there
and it doesn’t seem fair that I’m living for something I can’t even define”.

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grazie a Daniela D’Andreamatteo per le bellissime fotografie.

e grazie ancora ad Hilde, sia per la sua grande disponibilità, sia per l’entusiasmo e la serietà(la serietà quella bella, quella che ti fa fare per bene le cose intendo)con cui ha accolto questa mia proposta.

la sua è proprio una bella storia.

e non poteva restare chiusa in valigia.

a presto con un’altra storia.

Angela.

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