e poi dietro, c’era dell’altro.

ultimamente apro sempre i discorsi di questo blog con una piccola confessione.

ecco, lo confesso: inizialmente questo libro non mi ha colpita molto.

anzi.a parte qualche risata che mi provocava mi chiedevo, ogni volta che lo sfogliavo, perchè lo avessi comprato.

davo la responsabilità della scelta al colore della copertina.

un violetto rilassante e zuccherino.

il piccolo coniglio bianco

poi un giorno ho portato il libro ad uno dei miei incontri di lettura coi bambini.

più andavo avanti con la storia, più i bimbi ridevano.

“angela ce lo rileggi?”

ho riletto il libro, con la sensazione, per la prima volta nella mia vita, di non capire dove fosse la bellezza di questo libro.

poi giorni fa, per sfida, l’ho ripreso in mano, e ho quasi visto un sorriso beffardo del coniglio in copertina.

ho letto lentamente, fermandomi sulle illustrazioni come non avevo mai fatto.

e ho iniziato a sorridere.

prima piano.

poi forte.

e, alla fine di tutto, mi è sembrato di entrare dentro ad una cantilena goliardica e ancestrale.

così ho deciso di fare piccola ricerca, e ho scoperto che dietro a questo libro, c’è dell’altro.

c’è che “Il piccolo coniglio bianco”di Xosé Ballesteros – Oscar Villan edito da Kalandraka ha vinto, nel 1999, il premio nazionale spagnolo per l’illustrazione.

c’è che è la traduzione di un racconto orale di un intellettuale portoghese(Adolfo Coelho) del 1800.

c’è che “Kalandraka”(il nome della casa editrice)è un termine che traduce la parola”la  zuppa di gallette che i marinai mangiavano quando non restava più niente”, ed è poi diventata anche il nome del progetto editoriale che, appunto,  recupera i racconti della tradizione orale e li riadatta in albi illustrati.

quest’ultima scoperta mi ha affascinata tanto.

e mi ha fatto rileggere l’albo con un cuore più scanzonato e predisposto all’avventura.

la storia, come dice lo stesso autore, è fresca e semplice : narra di un piccolo coniglio bianco che un giorno esce di casa per raccogliere nell’orto di fronte i cavoli per fare la zuppa.

quando prova a rientrare, trova non solo la porta chiusa, ma anche un ospite poco gradito che occupa la sua casa, una capra  arcigna e spaventosa.

il piccolo coniglio bianco chiede aiuto a vari animali: la gallina, il cane , il toro ma sono tutti spaventati dalla capra.

solo la minuscola formica si propone di aiutarlo.

e quando la capra antipatica cerca di spaventarla, oltre a risponderle per le rime, la formica le fa il solletico e la fa anche scappare a gambe levate!

il piccolo coniglio e la formica possono così gustarsi insieme una squisita zuppa di cavoli appena raccolti.

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due sono i punti di forza del libro: le illustrazioni, grottesche e buffe.

e i dialoghi tutti in rima :

“poi sono tornato a casa per farmi una bella zuppa,/ma dentro c’era la capra caprella, / che se mi salta addosso mi strappa le budella.”

inoltre a me è arrivato anche altro.

la capra mi è sembrata un pò tutto ciò che ci ostacola, che si impadronisce del nostro spazio e non ci fa più rientrare in esso.

gli animali che incontriamo, forse, sono tutte le nostre paure, quelle che non ci fanno affrontare la capra.

la formica è un modo di vivere, che privilegia l’intelligenza, il coraggio e la sensibilità ed infatti alla fine, nonostante l’apparenza minuta, riesce a far scappare la capra grossa e antipatica.

se volete sperimentare, potete proporre questa lettura a partire dai due anni e mezzo.

 

se vi piace questo libro potete acquistarlo qui :

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ciccì coccò e i libri fotografici.

lo so, lo dico ogni volta.
ma questo è davvero uno dei libri più belli del mondo.anzi dell’universo.

su di me ha un effetto fortissimo.
mi fa entrare nei ricordi di quando ero bambina in modo potente e dolce allo stesso tempo.
leonardo lo sta conoscendo piano piano in questi giorni.
ogni giorno si sofferma su una fotografia, indica, chiama per nome, fa riferimenti alla sua vita, fa versi, da bacetti alle figure.


ho scoperto “ciccì coccò” di Bruno Munari ed  Enzo Arnone(edizioni corraini) grazie a giulia, la libraia di Dudù (se vi siete persi l’intervista, poetete leggerla qui  ).
dovevo realizzare un incontro di lettura per bimbi molto piccoli in libreria.
“dai uno sguardo a questo!conosci bruno munari vero?!”.

si tratta di un libro fotografico con filastrocche molto vasto (120 pagine).ma non è noioso, anzi!
la struttura è semplice ed efficace : sulla pagina di sinistra c’è la fotografia(scattata da enzo arnone), sulla pagina di destra una filastrocca, scritta in italiano da bruno munari, e tradotta in altre due lingue, francese ed inglese.
le foto, tutte in bianco e nero e scattate tra le fine degli anni settanta e l’inizio degli anni ottanta, colgono dei momenti di vita quotidiana dei bambini.

cicci cocco foto blog 4
sono foto immediate, buffe, selvagge, dolcissime, irriverenti.
le filastrocche, che essendo brevi e discrete lasciano spazio al potere dell’immagine, aggiungono goliardia e fiaba.
sembra quasi che a dirle siano gli stessi bimbi.
le mie preferite sono quelle in francese che danno un tocco vintage e buffo.

 

a bassa voce vorrei suggerirvi anche un brano che può accarezzare questo libro.si tratta di  “goldfish” di michael andrews, un pezzo che fa parte anche della colonna sonora di uno dei miei film preferiti( “me and you and everyone we know”)

“ciccì coccò “è una giostra di carta, è uno scrigno che conserva le sensazioni antiche e crea quella nuove, è un carillon di emozioni.

adatto, secondo me, da un anno in su.

se vi piace questo libro potete acquistarlo qui :

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i libri fotografici sono le letture ideali per i bimbi molto piccoli( anche di pochi mesi) poichè, illustrando oggetti della vita quotidiana, sono più riconoscibili.
prima del primo anno di vita è preferibile proporre ai bimbi libri che mostrano proprio immagini a loro familiari; per esempio i volti umani, e le espressioni facciali.
dopo il primo anno la proposta si può allargare ad immagini che ritraggono anche oggetti sconosciuti(gli animali, i mezzi di trasporto ecc.).

a questo proposito vi suggerisco dei libri fotografici che a leo piacciono tantissimo, ha iniziato a sfogliarli già a otto mesi e ancora adesso si diverte a leggerli !

per i più piccoli suggerisco:

-i libri fotografici della casa editrice la coccinella, quelli della serie “bebè nanna”bebè bagnetto”(ecc.) : sono piccoli, cartonati e robusti(quindi a prova di morso!) e ritraggono con fotografie grandi e chiare oggetti di uso quotidiano.molto economici.le immagini si riferiscono a “bebè nanna”.

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i libri fotografici della fabbri editori, quelli della serie “il mio primo libro del ..” ; uno dei più belli è “il mio primo libro del corpo umano” che ritrae i bambini, focalizzandosi sulle espressioni facciali ma anche sulle parti del corpo e sulle azioni.

se vi piace questo libro potete acquistarlo qui :

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i libretti fotografici  della usborne ;leo ha quello dei cagnolini e dei gattini , “il libretto dei cagnolini”,”il libretto dei gattini”; sono piccoli, cartonati e ritraggono gli animali nelle loro azioni quotidiane. le immagini si riferiscono a “il libretto dei cagnolini”.

 

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-per i bimbi che si avvicinano al primo anno di età c’è una collana di libri fotografici  che a me piace molto della casa editrice Giunti Kids; Leo ama alla follia(ovviamente) “Macchine”, quello dedicato ai mezzi di trasporto di ogni tipo. sono di medio formato, robusti, con fotografie grandi e numerose!

se vi piace questo libro potete acquistarlo qui :

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le fotografie arrivano subito.

ed ognuno ci vede quello che ha già dentro.

le piccole storie :”Caccapupù”!

il titolo del libro già la dice lunga sul libro che tiro fuori oggi dalla mia valigia.
sembra un libro per bimbi piccolissimi, e lo è, ma il tono irriverente lo fa apprezzare tanto anche dai bimbi più grandi (anche di cinque, sei anni).
“Caccapupù”di Stephanie Blake, edito da Babalibri è un libro che non ci si stanca mai di leggere.
“C’era una volta un piccolo coniglio che sapeva dire una cosa sola…”così inizia la storia del conoglietto che, ancora non abile nel parlare, ad ogni domanda che gli viene posta risponde “caccapupù”!

quello che diverte non è solo il palese riferimento alla cacca, ma anche l’irriverenza che il coniglio dagli occhi birichini trasmette.
il tratto spesso e i colori forti ed uniformi sono quelli tipici del disegno di un bambino.

insomma, un libro che parla, in modo semplice e divertente, della scoperta del linguaggio e dell’affermazione di sè che avviene , in questo caso, proprio tramite la prima parola pronunciata.

l’autrice  Stephanie Blake, statunitense, vive e lavora in Francia.
del simpatico coniglietto ha parlato in altri libri che presto, molto presto tirerò fuori dalla mia valigia!

Buona lettura e a presto con un’altra storia!

per acquistare on line il libro che vi ho appena suggerito andate su questo link :

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per acquistare gli altri libri di Stephanie Blake andate sui seguenti link:

“Pappamolla”

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“Non voglio andare a scuola”

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“no, il vasino no!”

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“no, niente nanna!”

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“facciamo cambio?”

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“nontiplicazioni!”

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“c’è un bambino nella pancia di mamma?”

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